La poetica della Fisica Quantistica – Entanglement e vita quotidiana

Una sera di qualche anno fa mi trovavo nel bagno di un ristorante intenta a lavarmi le mani con l’acqua fredda e un sapone vaporoso all’odor di detersivo. Improvvisamente mi sorpresi a pensare ad una persona che non vedevo da almeno quindici anni. Si trattava del mio primo paziente, un ragazzo che vedevo all’epoca del tirocinio post laurea. Il percorso che feci con lui durò qualche mese e fu molto impegnativo per me che ero alle prime armi. Ricordo che ci misi un gran bell’impegno per riuscire ad essergli d’aiuto. Da quando avevamo smesso di vederci la mia vita aveva subìto un po’ di stravolgimenti: mi ero sposata, avevo avuto due figlie, fatto vari lavori ed esperienze formative conosciuto molte persone nuove e dunque il ricordo del mio primo paziente era stato pian piano sospinto in quell’area che Freud chiama preconscio, cioè in quella parte della memoria in cui ci sono i ricordi che non vengono ricordati da tempo ma che sono ancora disponibili ad essere richiamati alla mente. In poche parole: erano almeno dieci anni che non pensavo a quella persona. Potrete ben immaginare la mia sorpresa, quando, con le mani ancora umide e infreddolite, risalii le scale che portavano alla sala del ristorante e mi trovai faccia a faccia proprio con lui, il mio primo paziente, in fila insieme ad altre persone in attesa di un tavolo per cenare. All’epoca non avevo ancora incontrato la fisica quantistica e quindi, il mio primo pensiero fu: “Sono una strega! Mi è venuta in mente quella persona dopo 15 anni, senza nessun motivo e quella persona compare! Sì, devo senz’altro essere una strega”. Credo che ognuno di noi possa ricordare di avere avuto  esperienze simili nella sua vita, per esempio sognare una persona e ricevere una sua telefonata, pensare a qualcuno ed incontrarlo… sono esperienze che ci lasciano un po’ esterrefatti e perplessi, con un retrogusto come di qualcosa di magico… Nel mio caso la vita mi ha portato a capire il possibile significato di questi episodi così apparentemente bizzarri. Infatti qualche anno dopo ho avuto l’occasione di incontrare il Prof. Pagliaro (https://attivismoquanticoeuropeo.it ) e altri illuminati scienziati che con parole semplici chiare e preziose mi hanno svelato il segreto meccanismo dell’entanglement e delle comunicazioni non – locali (https://it.wikipedia.org/wiki/Entanglement_quantistico), cosa che mi ha tolto dal rogo delle streghe su cui rischiavo di auto bruciarmi.

La storia, molto semplificata, è questa: Quando due particelle sono collegate tra loro (entangled) se una viene modificata, simultaneamente si modifica anche l’altra. Ciò avviene anche se le particelle sono a distanza siderale l’una dall’altra e soprattutto avviene senza che ci sia alcuna comunicazione fisica, non ci sono nemmeno segnali elettromagnetici che passano da una all’altra, semplicemente la particella si modifica simultaneamente all’altra. Questo fenomeno è stato osservato dai tempi di Einstein, e verificato con numerosi esperimenti in tutto il secolo successivo. Quello che si è osservato avviene però a livello subatomico, cioè nel mondo dell’infinitamente piccolo, dove stanno le particelle che compongono gli atomi e in ambito accademico si è molto restii a portare questo tipo di fenomeno a livello macroscopico. Quello che possiamo fare è mettere insieme le cose con un atteggiamento di apertura e curiosità, senza trarre conclusioni affrettate e grossolane. Da un lato abbiamo nella nostra esperienza di vita alcuni fenomeni inspiegabili con la logica della fisica classica e dall’altro abbiamo degli esperimenti che potrebbero spiegarli ma sono validi solo per il mondo subatomico. Ad oggi non abbiamo l’evidenza scientifica che prova i fenomeni della telepatia e delle comunicazioni non locali, seppur esistano numerosi studi che vanno in questa direzione e anche impieghi di questo nella realtà (v. computer quantistici, studi sul teletrasporto..). Possiamo dire che ci manca il ponte per attraversare il fiume in sicurezza e che colleghi la sponda del mondo subatomico governato dalle leggi “bizzarre” della fisica quantistica con il mondo della nostra esperienza sensibile. Tuttavia con un pizzico di coraggio, utilizzando gli strumenti dell’intuizione e della metafora possiamo provare a guadare questo fiume, consapevoli dei pericoli cui andremo incontro (critiche, scetticismo, conclusioni errate…). Abbiamo degli elementi che ci possono dare degli appigli per non essere trascinati dalla corrente, per esempio, sappiamo che in campo biologico si stanno studiando i microtubili, strutture microscopiche presenti in tutte le cellule, che sembra possano funzionare secondo le leggi della fisica quantistica e non della fisica classica (v. Penrose e Hameroff https://it.wikipedia.org/wiki/Orch-Or). Quindi dentro al nostro corpo sappiamo che può accadere il fenomeno dell’entanglement e può accadere a livello neurale, che è il livello associato al pensiero e alla coscienza. Andando oltre con l’intuizione possiamo allora dire che quei fenomeni di cui parlavamo prima si possono spiegare proprio con l’entanglement, cioè con il fatto che da qualche parte nel nostro corpo delle particelle subatomiche si “sono legate” (entangled) con le particelle subatomiche di un’altra persona e questo consente loro di modificarsi istantaneamente, di cambiare al cambiare delle particelle legate. Spiegando il fenomeno capitato a me, si potrebbe dire che le particelle subatomiche che risiedono nei microtubuli del mio cervello hanno “sentito” le particelle subatomiche che risiedevano nel cervello del mio paziente e mi hanno presentato un’immagine di lui, un ricordo,un flash. Questo è un procedimento intuitivo ovviamente, ma dal punto di vista dell’esperienza si adatta molto bene con quanto sperimentiamo nella nostra vita. Procedendo con le domande, dato che ormai siamo arrivati fin qui, potremmo anche chiederci: come si fa a diventare “entangled”? Anche in questo caso andiamo a vedere cosa dicono gli esperimenti e poi usiamo l’intuizione…

In un esperimento svolto all’università di Leiden, nei Paesi Bassi (http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.116.073601)  4 fotoni si comportano in modo “entagled” dopo che sono passati nello stesso istante attraverso una lastra di cristallo.

Traslando metaforicamente, e restando consapevoli di essere nella metafora,  si potrebbe dire che due persone diventano entangled quando attraversano insieme un’esperienza significativa, che le porta a una qualche trasformazione. Ed anche in questo caso possiamo vedere come ciò che accade in un esperimento corrisponde esattamente alla nostra esperienza personale. Sappiamo bene che passando insieme attraverso esperienze che fanno cambiare ci si lega per la vita. E qui la metafora ci può portare ovunque…. L’esperienza della nascita è sicuramente un passaggio sia per la mamma che per il bambino che li lega intimamente per tutta la vita. Una gestazione di nove mesi nello stesso utero è un’esperienza che lega due gemelli in modo profondo, come dimostrano le esperienze frequenti di “telepatia” e comunicazione a distanza che molti di loro raccontano. (v. esperimento di Lory https://www.riflessioni.it/dal_web/esperimento-di-lory-sergio-stagnaro.htm) Un maestro e un alunno che affrontano il percorso di studio, amici che vivono esperienze intense insieme, amanti che attraversano insieme una grande passione, una coppia che attraversa l’esperienza di diventare genitori… potremmo riempire infiniti fogli di esempi di relazioni in cui ci si “lega” profondamente e in cui poi ci capita di sperimentare quelle esperienza un po’ magiche delle comunicazioni non locali. Tornando all’esperienza riportata all’inizio, evidentemente io ed il mio paziente ci eravamo “legati” passando attraverso l’esperienza della terapia insieme, modificando lui alcuni aspetti di sé, ed io modificando il mio essere terapeuta imparando molte cose attraverso di lui (che i primi pazienti facciano da cavie, ahimè è risaputo, ma hanno anche l’onore di essere i più grandi maestri dei neofiti in ogni disciplina).

Tornando al nostro fiume da guadare, il mio sentire mi dice che ce l’abbiamo fatta e non siamo annegati nelle acque dell’errore. Quello che dicono gli esperimenti corrisponde perfettamente al nostro sentire di persone umane. Attendiamo fiduciosamente che la scienza ci venga incontro, costruendo ponti solidi e valicabili in sicurezza…

2 pensieri riguardo “La poetica della Fisica Quantistica – Entanglement e vita quotidiana

  1. Complimenti, cara Anna Rita, per aver scritto un piacevole articolo sull’entanglement, eccellente per chiarezza espositiva. La Semeiotica Biofisica Quantistica e la Diagnostica Psicocinetica utilizzano l’entanglement nell’esame obiettivo. Il risultato più grande è quello di aver portato a livello clinico eventi biologico-molecolari.

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    1. Grazie Dott. Stagnaro, per la preziosa opera di ricerca e applicazione che sta facendo in ambito clinico
      a presto

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